Gesù Ti amo Ti adoro Ti benedico
Estratti dal Libro di Cielo - Santissima Trinità
Luisa Piccarreta












estratti dal Libro di Cielo [Santissima Trinità] presenti nella pagina: sei (6) - data utimo aggiornamento: 10 giugno 2026
il fuoco è il Padre, la luce è il Figlio, il calore è lo Spirito Santo, ma uno è il sole;
e come non si può dividere il fuoco dalla luce e dal calore, così una è la potenza del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che fra loro non si possono realmente separare.

Come il fuoco nello stesso istante produce la luce ed il calore, sicché non si può concepire il fuoco senza concepirsi anche la luce ed il calore, così non si può concepire il Padre prima del Figlio e dello Spirito Santo, e così, vicendevolmente hanno tutti e Tre lo stesso principio eterno.

Aggiungo che la luce del sole si spande ovunque; così Iddio, con la sua immensità, dovunque penetra; però ricordiamoci che questo non è che un’ombra, perché il sole non giunge dove non può penetrare con la sua luce, ma Dio penetra dovunque.
È spirito purissimo Iddio, e noi lo possiamo raffigurare nel sole che fa penetrare i suoi raggi dovunque, e senza che nessuno li possa prendere fra le mani; di più: Dio guarda tutto, le iniquità, le nefandezze degli uomini, e lui resta sempre quello che è, puro, santo, immacolato. Ombra di Dio è il sole, che manda la sua luce sulle immondezze e resta immacolato; nel fuoco, spande la sua luce e non si arde; nel mare, nei fiumi, e non si affoga; dà luce a tutti e feconda tutto; dà vita a tutto col suo calore e non si ammiserisce di luce, né niente perde del suo calore; e molto più, fa tanto bene a tutti e lui di nessuno fa bisogno, e resta sempre quello che è: maestoso, risplendente, senza mai mutarsi.
Con la sua immensità si trova nel fuoco e non si arde; nel mare e non si affoga; sotto dei nostri piedi e non [lo] si calpesta; dà a tutti e non si ammiserisce, e di nessuno fa bisogno; guarda tutto, anzi è tutt’occhi e non c’è cosa che non sente, è a giorno d’ogni fibra del nostro cuore, d’ogni pensiero della nostra mente.

Ed essendo spirito purissimo, non ha né orecchie né occhi, e per qualunque successo non mai si muta. Il sole, investendo il mondo con la sua luce, non si affatica; così Iddio, dando vita a tutti, aiutando e reggendo il mondo non si affatica. Per non godere più, l’uomo, la luce del sole ed i suoi benefici influssi, può nascondersi, può mettere ripari, ma al sole nulla fa, [il sole] rimane quello che è; il male cadrà tutto sopra dell’uomo.
Così, col peccato può allontanarsi da Dio e non godere più i suoi benefici influssi, ma a Dio nulla gli fa, il male è tutto suo.
La stessa luce penetrante del sole, che nessuno può restringere nel suo occhio, che se alcuno volesse fissarlo nel suo pieno meriggio resterebbe abbagliato, e se il sole si volesse avvicinare all’uomo, l’uomo ne resterebbe incenerito, così del sol Divino: nessuna mente creata può restringerlo nella sua piccola mente, per comprenderlo in tutto quello che è; e se volesse sforzarsi, ne resterebbe abbagliato e confuso; e se questo sole Divino volesse sfoggiare tutto il suo amore, facendolo sentire [all’uomo] mentre è in carne mortale, l’uomo ne resterebbe incenerito.
Onde [Dio] ha gettato un’ombra di sé e delle sue perfezioni su tutto il creato, sicché pare [che] lo vediamo e tocchiamo e ne restiamo toccati continuamente.
Come il sole è la luce del mondo, così il Verbo di Dio nell’incarnarsi divenne la luce delle anime; e come il sole materiale dà luce in generale ed a ciascuno in particolare, tanto che ognuno lo può godere come se fosse suo, così il Verbo mentre dà luce in generale è sole per ciascuno in particolare; tanto vero che questo sole divino ognuno lo può tener con sé come se fosse solo

Chi può dire quello che comprendevo su questa luce, e i benefici effetti che ridondano nelle anime che tengono questo sole come se fosse loro proprio?
Mi pareva che l’anima possedendo questa luce mette in fuga le tenebre dello spirito, come il sole materiale con lo spuntare sul nostro orizzonte mette in fuga le tenebre della notte.

Questa luce divina, se l’anima è fredda la riscalda, se è nuda di virtù la rende feconda; se inondata dal morbo pestifero della tiepidezza, col suo calore assorbe quell’umore cattivo.

In una parola, per non andare troppo per le lunghe, questo sole divino, introducendo[la] nel centro della sua sfera ricopre l’anima con tutti i suoi raggi e giunge a trasformare l’anima nella sua stessa luce. Dopo ciò, siccome io mi sentivo tutta affranta, Gesù, volendomi ristorare, mi ha detto: “Questa mattina voglio dilettarmi con te”, ed ha incominciato a fare i suoi soliti stratagemmi amorosi
Dopo quelle due parole che ha detto Gesù, mi son trovata fuori di me stessa, e guardando nella volta dei cieli vi scorgevo tre soli: uno pareva che si posasse all’oriente, l’altro all’occidente, il terzo a mezzogiorno.
Era tanto lo splendore dei raggi che tramandavano, che si univano l’uno con l’altro in modo che formavano uno solo.

Mi pareva di vedere il mistero della Santissima Trinità, e l’uomo formato con le tre potenze ad immagine di essa.

Comprendevo pure che chi stava in quella luce, restava trasformata la memoria nel Padre, l’intelletto nel Figlio, la volontà nello Spirito Santo.
Quante cose comprendevo! Ma non so manifestarlo
La nostra natura è formata d’amore purissimo e semplicissimo, comunicativo, e la natura del vero amore ha questo di proprio, di produrre da sé immagini tutte a sé simili nella potenza, nella bontà e nella bellezza ed in tutto ciò che esso contiene; solo per dare un risalto più sublime alla nostra onnipotenza, ne mette il marchio della distinzione, in modo che questa nostra natura, liquefacendosi in amore, e siccome è semplice senza alcuna materia che potrebbe impedire l’unione, ne forma Tre e ritornando a liquefarsi ne forma Un solo.
Ed è tanto vero che la natura del vero amore ha questo - di produrre immagini tutte a sé simili o di assumere l’immagine di chi si ama - che la seconda Persona, nel redimere l’u­man genere assunse la natura e l’immagine dell’uo­mo e comunicò all’uomo la divinità